vita e morte

Tra la morte e la vita.

L’argomento è toccante ed ampiamente illuminante…per prima cosa mi è piaciuto immergermi negli studi antroposofici che, tanto bene descrivono il momento tra il morire e il rinascere, dal punto di vista del chiaro_veggente. Non è  in realtà molto diverso dalle spiegazioni che arrivano dalle menti illuminate dei Buddha, nell’esperienza secolare dei tibetani, risiedono insegnamenti che piano piano portano alla percezione di visioni sulla realtà dopo la vita. Quello che reputo di enorme importanza nelle pratiche buddiste, è la conoscenza perfetta del momento del morire, cioè lo spazio di tempo necessario affinché l’anima e tutti gli altri corpi sottili, lascino il corpo del morente….sono così abili in questi riconoscimenti (che ora sarebbero troppo lunghi da spiegare anche sommariamente), che, possono accompagnare il defunto al fine di evitare che nel suo tragitto verso l’aldila’ si perda nuovamente nel ciclo delle rinascite  o comunque riescono ad aiutarlo affinché vi sia giovamento dal loro morire…ritengo che avere persone con queste doti vicine durante la morte, permetta un rapporto perfetto con la condizione della nostra anima. Ma ora vorrei gettare uno sguardo personale sulla visione che ho potuto sperimentare durante una meditazione guidata nel corpo e non dalla voce, che ho utilizzato per regredire fino alla nascita…poi al concepimento…e ancora fino quasi all’uscita di quel tunnel dove mi muovevo  a “iper velocità”  fluttuando nell’etere verso quel punto luminoso che si avvicinava sempre più. …la sensazione interiore che provavo era di beatitudine, una tale beatitudine da rendere difficile voler tornare nel mondo materiale….non c’è da stupirsi, sono esperienze sulle quali hanno scritto e riscritto, libri su persone che muoiono e poi ritornano c’è ne sono molti. Quello di cui voglio parlare, avviene dopo aver varcato il confine alla fine del tunnel….entrati nella beatitudine di quel mondo ci vediamo venire incontro delle figure dalla voce conosciuta a volte anche dall’aspetto conosciuto, spesso sono i defunti che fanno parte delle nostre esperienze di vita incarnata, a volte sono esseri più elevati che ci portano un messaggio per guidarci nella direzione più adatta a noi…loro ci accompagnano agli stadi successivi..Si svela come durante 4-5 giorni nell’oblio della nostra direzione, riviviamo tutte le esperienze vissute in questa vita al contrario, cioè facciamo l’esperienza di ogni nostra azione dal punto di vista della persona che l’ha vissuta…es: se io oggi tiro uno schiaffo a te con rabbia, dopo la mia morte proverò quello che tu hai provato nel riceverlo, splendida opportunità per rivivere dove abbiamo agito bene e dove no. Ulteriore possibilità di comprendere come evolversi ancora, poi passiamo un periodo pari al nostro dormire in terra nel quale elaboriamo il tutto e decidiamo che esperienze ci serviranno per la prossima vita,  si, tutte le esperienze che viviamo oggi le abbiamo decise noi…anche le dolorose…così con il nostro fardello ancora impuro, torniamo con l’intento di risolvere tutto il nostro karma arrivando all’esperienza della mente essenziale….all’illuminazione e alla non più  necessaria reincarnazione. In realtà vi sono altri passaggi dell’anima, ma tutto non si può spiegare ora…concludo considerando quanto sagge siano le forze cosmiche divine che guidano l’umanità  e come avere l’opportunità della chiaroveggenza, della visione, della chiaroudienza ecc possa spalancare alla possibilità Dell ‘incontro più profondo con noi stessi.

MX

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