sull'amore

Pesi e misure dell’amore

Eccomi di ritorno dalla seconda esperienza con AMMA di Embracing the World. Nel post precedente, avevo spiegato uno degli aspetti (il più importante) di questa esperienza, non posso fare a meno di portare altre mie riflessioni. Siamo esseri umani e viviamo nella dualità, Amma è un “operatrice di luce”, questo l’ha portata inevitabilmente all’unità, ma è anche un imprenditrice della sua associazione benefica dai tantissimi risvolti. Tutto questo è onorevole e meraviglioso, specialmente dopo aver visto quali risultati tornano all’umanità in termini di aiuti…è oramai universalmente riconosciuta la sua figura, tra le lider spirituali e morali del pianeta. L’organizzazione capillare e volontaria verso “l’aiuto all’altro”, è il suo messaggio fondamentale, simboleggiato anche da ciò che lei stessa fa, “abbracci”, e, al di là della risonanza mediatica che questo comporta,  è in perfetta linea con gli insegnamenti di grandi maestri, essere immersi profondamente nello spirito e dare frutti nella materia per evolvere l’umanità e il pianeta, è la massima aspirazione di ogni insegnamento, poiché, diventiamo attraverso il nostro lavoro, dono per l’umanità. Ci sono altri aspetti, sempre legati a questo evento, che possono però balzare agli occhi di un cuore non ancora aperto a tutto quell’amore, chi osserva Amma dare abbracci, si chiede cosa mai lascerà quell’abbraccio nella loro vita, avrà forse l’aspettativa di sentire quell’amore che da lei fluisce, nonostante la meccanicità del rito e la sua velocità, si aspetta probabilmente di essere riconosciuto in quel momento, come individuo unico tra la folla. Per fare questo, sarebbe sufficente che Amma guardasse anche solo per un istante negli occhi la persona avanti a lei prima dell’abbraccio, questo però raramente succede, il più delle volte, nemmeno si accorge, almeno in apparenza, di chi sta davanti a lei, e l’abbraccio diventa meccanico, spesso poi, parla con il suo staf di altro mentre abbraccia, così, chi viene accolto, sente che in realtà, lui è li, Amma no. Questa sensazione e questi pensieri, hanno abitato anche me naturalmente, penso che in fondo non sia possibile generare un effetto mediatico così grande ed esserci con tutti, quindi si riduce lo sforzo all’atto fisico. Questo meccanismo, cambia, in funzione di chi ha davanti, cioè, se arrivano persone importanti, cambia l’atteggiamento,  a queste persone si dedicherà con più tempo, attenzione, sguardi, sorrisi, ed anche qualche parola….certo che questo è funzionale al risultato, per chi osserva, stà avvenendo però un meccanismo commerciale conosciuto, nulla di più. Naturalmente non è mia intenzione portare critiche, piuttosto confrontare questi due aspetti, il primo esplicato dall’unità, come atto d’amore, il secondo, dalla dualità, come atto funzionale allo scopo……perché allora ho voluto scrivere in questo modo? Semplicemente perché ho sentito i pensieri di molti,  volevo in qualche modo partire dal loro punto di vista, bisogna tener conto che, moltissimo di quanto Amma raccoglie con l’impegno dei volontari, con le donazioni, con le vendite ai banchi, torna magnificamente come frutto per decine di progetti verso il bene dell’umanità…..questo è lo scopo finale, aiutare i più deboli, allora, visto in quest’ottica, anche quell’abbraccio meccanico, ha il suo significato.

MX

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