la guida

Il “maestro” interiore.

Per i più, è necessario trovare un percorso, una guida, nel tentativo di dare senso e significato alla propria vita, si tende a seguire svariate possibilità di crescita personale, aspettando con ansia, l’incontro con il proprio maestro, la guida, colui che sarà in grado di realizzare in noi, un cambiamento tale da convertire la nostra vita, da sollevarci al di sopra del quotidiano, poiché non riusciamo più a riempire la nostra necessità di silenzio, nel quale entrare in contatto con la vera essenza, con il sè che incarniamo. Spesso queste persone incontrano il maestro che tanto cercano, vi si dedicano per tutta la vita,  forse per alcuni, sarà necessario cambiare guida una volta assimilato l’insegnamento, i più rimarranno invischiati nel continuo cercare, e, scopriranno che intanto, la vita è passata…saranno pieni però di parole e di contenuti, dettati dalle esperienze accumulate…in questo caso, a sfuggire, sarà proprio l’essenza alla quale dedicano le loro ricerche. Vi è anche un tipo di persona, che, nonostante le esperienze fatte, sentirà in sè l’istintiva necessità di formare un dialogo interiore, rispetto ad ogni esperienza della vita…difficilmente seguono un maestro, se lo fanno, è per brevi tratti, nei quali sanno essere pienamente immersi nei compiti che gli sono affidati, questo, avviene perché stanno facendo una vera esperienza in sè, dell’insegnamento. Sono inclini, loro malgrado, a vivere la potenza della loro interiorità, nel silenzio della loro anima, le esperienze di gruppo, sono per loro, limitanti e limitate, possono solo essere brevi spiragli tra il silenzio della loro anima. Queste persone, spesso, sentono di seguire un maestro interiore, una comunicazione che si svolge nel piano astrale, e su fino al piano causale, sentono di essere in continuo contatto con la divinità e i suoi emissari…questo è ciò che trovano nel silenzio, questa comunicazione intuitiva e percettiva, capace di traghettarli in esperienze che per loro sono illuminanti…non resistono molto con un maestro, sentono il peso della struttura, i limiti di una coscienza pilotata, la fatica dei tempi di attesa, nei quali il maestro ritarda a dare i suoi insegnamenti. Ovviamente non si può dire se sia giusto uno o l’altro, in ogni caso vi sono dei limiti e dei vantaggi, si può solo constatare come in una pietra di paragone, quale sia la nostra posizione, il nostro modo di vivere l’esperienza del maestro, credo che, anche quest’ultimo tipo di discepolo, nel profondo della sua anima, speri comunque in un incontro speciale, dove possano essi stessi manifestare tutta la loro gratitudine e passione, la loro dedizione, mai però, riusciranno a rinunciare a quel profondo colloquio interiore con il sé, pronti ad andarsene, non appena viene meno la possibilità di questo incontro.

MX

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