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Sarai una spiga di grano.

Ho avuto modo di conoscere il dolore di tante donne che vivono l’esperienza della vessazione, accade a causa di genitori che non le capiscono, di mariti gelosi o semplicemente prepotenti, addirittura vessate da figli che non riconoscono la loro figura.

ho visto bambini maltrattati dalla prepotenza adulta e dai loro stessi coetanei, a volte però, il confine della vessazione, si sposta fuori dall’ambito famigliare e fuori dal circolo di amicizie sbagliate…in questi casi l’arena di questa vera e propria guerra è il posto di lavoro, proprio quel posto che pensavamo e a volte pensiamo, ci salvi la vita, si tramuta spesso nella più potente gabbia della nostra interiorità. Quello che accade è di vari generi, ma, essenzialmente sono due le dinamiche principali, essere vessati dai propri titolari, che utilizzano tutto il loro potere distruttivo e ricattatorio, demolendo l’interiorità del malcapitato e, le vessazioni messe in atto dai colleghi stessi.

Queste ultime, hanno la caratteristica di essere particolarmente dolorose, questo perchè, se ci si aspetta di avere un datore di lavoro prepotente, non ci si aspetta certo di venire attaccati e isolati da quelle persone che lavorano tutto il giorno al nostro fianco. Quello che avviene è incredibilmente banale e incredibilmente potente, in genere ad esempio, una persona intelligente e propositiva, verrà colpita duramente dal tim di colleghe ignoranti, perchè si tratta proprio di questo, dell’ignoranza, questa spietata esperienza interiore che fa scivolare le persone nella più totale mancanza di responsabilità e di ascolto. Chiaro, una persona intelligente si troverà in una battaglia impari, questo perchè se risponde si abbassa all’ignoranza, se rimane in silenzio, viene isolata e attaccata comunque….lo scopo dell’ignorante, è mantenere il suo status di potere e poco importa se sia applicato con giustizia, anzi, i migliori strumenti, saranno la coercizione forzata di altri colleghi, al fine di mantenere il proprio potere. queste persone, riescono a eludere le più basilari norme di civile convivenza, di rispetto e di democrazia, si fanno appoggiare dai qualunquisti, poichè sono privi di idee proprie e si sottomettono al potere dell’ignoranza. Queste sono persone pericolose, questo perchè non sanno riconoscere quello che fanno, sono totalmente vittime della propria ignoranza e contaminano qualunque luogo di lavoro bloccando il progresso, questo perchè non sarebbero in grado di sostenere il cambiamento. Se quindi la persona ignorante si trova in un tim di persone intelligenti, il tim lavorerà con pazienza per la sua integrazione, ma, se è l’opposto, il tim ce la metterà tutta per demolire l’intelligenza, poiché portatrice di cambiamento e di capacità da far evolvere. Dov’è allora la buona notizia? dove può andare l’intelligenza per non farsi trascinare nell’orrore di squallide vite? Come non scomparire lasciando all’ignoranza il dominio su tutto? Quale responsabilità ha l’intelligenza nel preservare chi è a contatto con l’ignoranza? Penso che per rispondere adeguatamente a questi quesiti, si debba vivere in prima persona gli eventi, e, il contesto nel quale avviene, quindi, generalizzare non è possibile, ma, è certo che l’intelligenza ha bisogno di nutrimento, esattamente come l’ignoranza si nutre di qualunquismo, di cattiveria, del lato ombra della propria personalità, l’intelligenza, vuole nutrirsi di contenuti, di esperienze autentiche, e vuole gioire della possibilità della condivisione, questo perchè le è chiaro l’obbiettivo per cui sta lavorando. Non so dire quale sia la ricetta, so però, cosa l’intelligenza non deve mai fare, non deve mai abbassarsi all’ignoranza e non deve mai rinunciare a essere propositiva, a diffondere semi di intelligenza, proprio come la spiga di grano, un giorno raccoglierà i frutti, e, se non riuscirà a raggiungere con l’ignoranza, almeno li avrà raggiunti con se stessa, rimanendo intelligenza e facendo di questa esperienza vessatoria lo stimolo per riconoscere con più compassione possibile, quanta ignoranza abita certe persone. Uno specchio perfetto di questa dualità, è l’impiego pubblico, dove la maggioranza si arroga il diritto di aprofittare dello stipendio fisso a discapito di qualsivoglia iniziativa di lavoro, la regola è, lavorare il meno possibile e riempire di dichiarazioni false ogni possibile interlocutore che volesse creare un mondo migliore. tranne i pochi che oltre ad essere vittime del sistema resistono sulle loro scelte, eroi che si infrangono contro le rocce dell’ignoranza, sicure di non essere penalizzate da nessuno, perché mancano i controlli o perchè chi è ai vertici è della stessa pasta…così, come il seme della spiga può attecchire in chi sa raccoglierlo e diventare albero, allo stesso modo tanti semi schiacciati e miscelati con l’ignoranza, creeranno una pasta che apparentemente si gonfia di se stessa, per poi diventare rancida e ammuffire.

Voglio pensare a un mondo fatto di persone intelligenti, di semi raccoglibili da ogni altro essere umano, ci stiamo andando in questa direzione, molti, cadranno anche se ora si sentono forti, questo avverrà perchè un contenitore senza contenuto ha poco futuro e non riuscirà certo ad entrare nel mondo che si stà preparando.

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