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Quale intelligenza?

C’è un compito che l’umanità deve svolgere, un compito molto importante, liberarsi dalle potenze arimaniche e luciferiche che ingabbiano l’intelligenza umana.

Per comprendere cosa intendo, partiamo dal normale pensare di tutti i momenti della nostra vita, un pensare che vaga continuamente e che troppo spesso non è nemmeno frutto nostro, ma, più facilmente, televisione, opinioni altrui, appartenenze a popolo o famiglia, opportunismo, emotivita, portano il nostro pensare in una direzione a noi inconscia. Questa è una controfigura dell’intelligenza, è  un’attività convulsa e inattendibile che non sa formare coscienza e presenza.

Per rendere ancora più chiaro il concetto, siamo abituati a vedere un oggetto esterno a noi, rivestirlo di pensieri, i quali si fermano alla sua superficie, ad esempio: vediamo un albero, ne percepiamo la forma il colore e a volte l’odore, ecco che formiamo una rappresentazione “superficiale” e imprecisa di ciò che osserviamo, basta avvicinarsi molto a quell’albero perché ad esempio, i nostri pensieri vengano trasportati nella forma della corteccia, oppure nelle venature delle foglie…diciamo che questo è un pensare interpretativo che non è coscienza, non svela nulla dell’albero, se non un immagine superficiale e non aprofondita.

Questo è il terreno nel quale le forze regressive dell’umanità, vogliono intrappolare l’uomo e tutti i giorni facciamo della nostra vita esattamente questo, la viviamo come un riflesso di un pensare di superficie, sempre meno siamo coinvolti nella realtà.  Un altro esempio lampante di questo meccanicismo è facebook, uno spazio virtuale nel quale conosciamo 1000 persone delle quali nulla sappiamo realmente, siamo entrati virtualmente in una parte dei loro pensieri, senza afferrare l’intero essere con cui comunichiamo e senza sapere se ciò che comunica sia realmente ciò che pensa.

L’umanità deve sollevarsi da questa intelligenza ottusa, il pianeta stesso con la sua evoluzione, viene fermato da una così possente ignoranza, le forze luciferiche e arimaniche sono fortemente alleate nel conseguire questo scopo, fermare l’evoluzione umana, mantenendoci in un pensare ottuso e superficiale (Naturalmente senza questa opposizione, nulla faremmo per crescere).

La svolta è  possibile se siamo capaci di riversare la nostra coscienza e la nostra presenza in un pensare libero da interpretazioni, se sappiamo accogliere quello che percepiamo del mondo senza aggiungervi le nostre opinioni soggettive, senza attaccarvi concetti comuni, se insomma, in tutta libertà,  permettiamo a noi stessi di entrare nell’oggetto osservato più profondamente, se lasciamo che da questa osservazione libera si formino delle immagini, dei pensieri, dei significati, che non vengono dalla nostra interiorità,  ma dall’oggetto stesso, dal suo stesso contenuto spirituale.

Potremmo fare un esempio… osservare un dipinto e vedere i suoi colori e le sue pennellate, fermarci a questa immagine di superficie e pensare: mi piace – non mi piace. Oppure possiamo allontanare il nostro giudizio e la nostra interpretazione, entrando in contatto più profondo con l’oggetto e lasciare che si suscitino le immagini che dallo stesso arrivano, potremmo allora persino ascoltare il pensare del pittore, le forme e i colori ci svelerebbero qualche cosa di lui della sua essenza e del suo pensiero, saremo entrati in contatto con la parte più profonda e vera dell’oggetto osservato.

Questo fa capire che i pensieri, non si formano nella nostra mente, li, si formano le loro rappresentazioni, i pensieri, l’intelligenza, è insita in ogni cosa, in ogni forma, oggetto o soggetto incontrato.

Ecco che il nuovo compito perl’umanità, sarà svegliarsi a un pensare immaginativo,  dove la realtà delle cose appare da loro stesse e noi possiamo percepirne il contenuto. In fondo il creato, non è altro che un pensiero, se osservate quel passo nel quale Dio da agli uomini il compito di attribuire un nome a tutte le sue creature, quel passo, indica proprio la capacità dell’uomo di ascoltare in modo immaginativo quale fosse il nome adatto per ogni cosa.

Questa coscienza, ampliata dal sentire immaginativo è una conquista verso una chiaroveggenza della quale gli uomini si impadroniranno, superando i limiti del loro attuale conformismo, della loro ignoranza…questa è la via di Michele, collega il cuore alla mente, dando la possibilità di ascoltare il creato e di riconoscersi in questo “uno” privo di giudizio (ignoranza), pieno di esperienza (intelligenza).

Concludo spiegando un percorso pratico riguardo ciò che ho spiegato  (che è ancora una visione imperfetta che si risolverà nello svolgersi della vita), ricordando gli incontri che abbiamo tenuto, nei quali l’obiettivo era, “immaginare la realtà che volevamo rispetto a un argomento”….ad occhi chiusi in forma meditante,  ogni partecipante doveva immaginare ad esempio, quale realtà scolastica sarebbe dovuta esistere oggi….il risultato è stato sorprendente e potente, nella condivisione finale, il 70% dei partecipanti, aveva intuito o meglio, immaginato la realtà della scuola, l’anno vista cambiata nello stesso modo, hanno ricevuto le immagini dall’essenza del concetto stess…la scuola in quel pensare immaginativo, si era spogliata delle sue difficoltà ed erano apparsi in modo comune, concetti essenziali e vitali per la crescita dell’essere umano.

La formazione di gruppi di studio immaginativo, aiuta questo processo di comprensione del pensare libero, del pensare immaginativo, che sarà un prossimo obiettivo dell’umanità, portandola su quel ponte che collega spirito e materia, affinché ogni cosa possa essere percepita per la realtà che è,  non per come la giudichiamo.   MX

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