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L’entità umana e il suo destino.

Mi trovo spesso a considerare lo stato in cui si trova l’umanità ai giorni nostri….cerco risposte a un disegno Divino a volte sfuggevole,  che sempre mi porta a considerarmi come entità singola in evoluzione, questa considerazione però non è sufficiente, non arriva a un senso più ampio del valore umano. Questo senso più ampio, deve apparire, per fare che appaia, è necessario prima esporsi a un processo di purificazione interiore, direi un processo di liberazione dalle catene dualismo,  per poi iniziare a diventare chiaro nella coscienza del risvegliato, intendo con questo indicare coloro che sono svegli alla vita e ai suoi processi, che non necessitano più di estenuanti ricerche della verità Divina che le abita, che quindi hanno stabilmente modificato la percezione della vita e di sé stesse e che cominciano a veder apparire una diversa possibilità per gli esseri umani di esistere.

Risulta chiaro dai cambiamenti oramai in atto che siamo entrati nell’era del cuore, alla quale sarà dato il compito per noi di evolvere tutta l’intelligenza umana (era scientifico razionale) a favore degli esseri umani, a differenza di quanto ancora accade….questa volta però il cambiamento è già avvenuto nelle anime ed è un processo inarrestabile, fa parte del disegno cosmico-evolutivo.

Se ci facciamo caso, in tutto il pianeta così detto (ma non necessariamente) evoluto, stanno nascendo iniziative volte alla cooperazione, associazioni spirituali, associazioni di vita sostenibile, imprese che tengono conto del valore è delle esigenze umane, imprenditori che donano parte dei loro averi per salvare aree verdi del pianeta, iniziative solidali rivolte alla crescita e non più all’assistenzialismo senza speranza, sempre più persone sono disposte ad abbandonare l’idea di proprietà, profitto, economia finanziaria; sempre più persone disertano l’insostenibilita finanziaria, morale, giuridica, economica, alimentare militare e sociale, che nel passato abbiamo accettato per vera, cercando e impegnandosi nello sforzo comune di trovare la felicità.

Ecco che torna la domanda…quale il disegno, quale la direzione?

Un interessante motivo di riflessione per me, è quello che mi fa cercare quale fine dovrebbe raggiungerel’umanità? Siamo passati e passiamo ancora da un’individualusmo sfrenato che probabilmente ha come scopo quello di elevare ogni singola coscienza….per arrivare dove? Una prima risposta potrebbe essere, per riscoprire in piena consapevolezza la necessità di riunirci tramite le forze del cuore, reincontrarci nel rispetto di ogni diversità, ma, lo scopo sfugge ancora e forse per lasciar apparire una risposta, ci serve un esempio, un paragone con entità più evolute, almeno sotto certi punti di vista.

La limitata visione umana, si muove su piani di apprendimento standarizzati, questo fatto ci porta ad interpretare la vita attraverso schemi precostituiti, giudizi e pregiudizi, bagagli culturali generazionali, interferenze culturali e sociali sembrano togliere ogni autonomia di pensiero, ma ecco il confronto. Tra i vari esseri viventi del pianeta, ce ne sono parecchi che da un punto di vista sociale e di relazione tra il gruppo della stessa specie, sono particolarmente evoluti, tra questi spicca in assoluto l’ape….Presa singolarmente, l’ape non è in grado di vivere, ma ad uno sguardo più attento risulta chiaro che il vero essere ape, non è il singolo, ma l’intero alveare…..l’intero gruppo di api che formano l’alveare, si muove come un entità distinta e autosufficente, si può proprio percepire quanta saggezza vi sia nell’alveare e nei suoi equilibri, la dove l’equilibrio perfetto dei singoli, porta ad una continuità cooperante priva di interpretazioni personali e intrisa di profonda saggezza.

Quello che risulta chiaro nello studio dell’alveare, è quanto questi esseri siano intrisi di amore e di empatia, questo porta le api a condividere tutto, cibo ambiente, fatica e anche dolore, il loro comportamento non è mai fine al soddisfacimento personale, ma al ben più nobile progetto dell’entità alveare, per la quale è possibile il sacrificio.

Torniamo all’uomo, ecco che ci appare ancora come una forma inperfetta, incapace di cooperare e di slegarsi dalle proprie esigenze personali, quindi possiamo parlare di SCOPO, quello che sembra ancora sfuggire all’umanità è lo scopo comune della loro esistenza come specie, come ancora fatichino (ma i primi segnali ci sono) a realizzare quello scopo comune che dona all’entità umana il suo posto e la sua ragione, dove lo scopo è talmente importante da poter sacrificare tutto, vita compresa, per mantenerne l’equilibrio.

Come già accennato, in quest ‘ultimo ventennio, sono sorte domande tra l’umanità che inizia a rifiutare il SISTEMA, comincia un risveglio alla cooperazione sociale senza fini di lucro ma ai fini del gruppo umano, questo già ci fa capire quello che maestri d’ogni dove, illuminati, saggi e risvegliati, stanno predicando da tantissimo tempo, cioè l’avvento di un umanità libera dalle catene della materia, capace di sublimare i suoi attuali significati, capace di raggiungere quello stadio della coscienza del cuore, capace di spostare l’attenzione della coscienza collettiva, in favore della pace e del supporto reciproco……Bene, grandi passi avanti che molti hanno iniziato a sperimentare, manca ora la visione dello scopo, che, oltre ad essere l’auto sostentamento, deve RENDERE qualche cosa alla natura, agli altri esseri.

Cosa può essere così importante? Come l’alveare mantiene la sua struttura sociale al fine della procreazione, così, altrettanto rende alla natura portando il frutto del suo lavoro di pianta in pianta, di fiore in fiore, donando la possibilità riproduttiva alla natura che sostiene anche gli umani. Per l’uomo, il passo successivo, sarà affinare talmente la sua capacità di autogestione, da poter essere incredibile dono per l’intero pianeta, in primis ricreando equilibrio dove manca, poi aiutando il pianeta ad essere il paradiso terrestre che l’umano già conosce, a livelli molto profondi, ne percepisce la verità….Ed ecco in azione l’entità umana che si è elevata da umano distruttore a entità angelica, che fa dono di sè attraverso la coscienza del cuore….non sbagliava Rudolf Steiner, a predirre che un giorno gli uomini si sarebbero vergognati e indignati se avessero visto un altro essere umano in condizioni precarie…ecco che tutti pensano a tutti diventando l’enorme entità umana che a quel punto si sarà spiritualizzata al di quà e al di là del velo.

Naturalmente ho cercato di dare una visione di qualche cosa che se pur presente in seme nelle migliaia di anime incarnatesi come operatori di luce, è ancora ben lontana dal realizzarsi, sappiamo però che la linearità del tempo è pura illusione e che tutto sta accadendo qui e ora, quindi se vi crediamo il risultato è già in noi…nonostante le forti opposizioni.

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